Mai come in questo periodo รจ necessario riflettere sul significato originale di questa giornata e promuovere una discussione profonda che non puรฒ essere ridotta a un semplice strumento comunicativo.
I dati occupazionali mostrano un aumento, ma questa crescita รจ principalmente sostenuta dagli over 50, mentre donne e giovani continuano a rimanere indietro.
Persiste un significativo divario di genere, con una bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, e i giovani, in particolare quelli sotto i 35 anni, si trovano ad affrontare una diminuzione delle opportunitร occupazionali, precarietร e inattivitร .
Accanto a ciรฒ, si registra una bassa qualitร del lavoro: aumentano i contratti a termine, intermittenti e precari, mentre i salari crescono a un ritmo insufficiente a compensare la diminuzione del potere d’acquisto.
Occorre ricordare che non cโรจ speranza sociale senza un lavoro dignitoso per tutte e tutti. Il lavoro รจ la principale forma di espressione di ogni individuo.
Mi auguro un futuro in cui la nostra Repubblica torni a essere veramente fondata sul lavoro: un lavoro dignitoso, giusto e non precario e povero come quello che moltissime persone stanno vivendo, un lavoro allโaltezza di questa definizione e per tutte e tutti.
Questโanno voglio rivolgere questo pensiero in particolare ai giovani e alle donne, troppo spesso esclusi dal mondo del lavoro o costretti a contratti precari e inadeguati che impediscono di costruire un futuro.
Il precariato ostacola la possibilitร di una vera emancipazione personale, di avere una propria autonomia abitativa e di costruire un progetto di vita affettivo e familiare.
Giovani che formiamo nelle nostre scuole e universitร , ma che molto spesso accettano lavori allโestero, competenze di cui il nostro Paese si priva.
Donne costrette a rinunciare alla maternitร o ad accettare part-time involontari per conciliare tempi di vita e lavoro, ancora troppo spesso caricati sulle loro spalle. Part-time che inevitabilmente si rifletteranno in pensioni povere.
Inutile parlare di denatalitร se non mettiamo le persone nelle condizioni di poter scegliere come costruire un futuro pieno e dignitoso.
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Servono proposte strutturali che possano invertire i dati demografici del mondo del lavoro, non solo bonus ed incentivi fiscali ma un vero progetto di politica industriale.
Lโultimo pensiero va alle tante e troppe morti sul lavoro: vite e sogni spezzati in nome di un profitto che troppo spesso non viene reinvestito in azienda, ma diventa rendita.
Auspico un impegno collettivo per rendere concreta lโaffermazione che la Repubblica รจ fondata sul lavoro, affinchรฉ tutte e tutti possano sentirsi parte di un mondo del lavoro piรน equo.
Solo allora sarร veramente la Festa del Lavoro.
๐๐ฎ๐จ๐ง ๐๐ซ๐ข๐ฆ๐จ ๐๐๐ ๐ ๐ข๐จ!