Una mia immagine mentre firmo per il referendum sul lavoro. Indosso una gaicca azzurra sopra una camicia a fantasia bianca, grigia e blu

Referendum sul Jobs Act: raggiunte le 500 mila firme, felice di aver contribuito

Questa mattina sono stata alla Cgil di Fermo per firmare i 4 referendum sul Lavoro, mentre poche ore dopo è arrivata la notizia del superamento delle 500 mila firme: i referendum proposti dalla Cgil si faranno e sono felice di aver contribuito al raggiungimento di questo importante risultato.

Gli interventi in tema di occupazione si fanno sempre più urgenti. L’ultima conferma, se ce ne fosse bisogno, è arrivata proprio ieri dall’aggiornamento del simulatore Inps “Pensiamo” con le nuove regole della legge di Bilancio: i trentenni di oggi potranno usufruire della pensione solo a 74 anni se non saranno riusciti a versare almeno 20 anni di contributi.

L’età pensionabile si sposta sempre più in avanti e il rischio di veder persi i sacrifici di una vita è dietro l’angolo.

C’è bisogno di una riforma profonda, che riesca a guardare con cura e attenzione al futuro dei nostri giovani. E un primo passo, significativo, è il superamento del Jobs Act.

Durante la campagna elettorale per le politiche del 2022 mi resi conto di quanto il JobsAct avesse prodotto una profonda frattura con il mondo del lavoro e della rappresentanza dei lavoratori. Un divario che adesso deve essere colmato con azioni concrete.

Il lavoro è un bene comune, prima forma di espressione di ogni persona ed è dovere di ogni governante garantire che sia stabile, dignitoso, tutelato e sicuro.

12 giugno 2024

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