28 dicembre 1943 – 28 dicembre 2025
È l’alba del 28 dicembre 1943. Nel gelido silenzio del poligono di tiro di Reggio Emilia, i sette fratelli Cervi e Quarto Camurri vengono condotti di fronte a un muro. Davanti a loro, attende la fine. Si cercano con lo sguardo, si abbracciano, cercando conforto. Ettore piange silenziosamente, mentre gli altri cercano di sostenerlo con parole che tentano di superare la paura. Poi, Gelindo alza la voce, con determinazione e fermezza: «Voi ci uccidete, ma noi non moriremo mai».
Un attimo di silenzio. La raffica. Cadono uno accanto all’altro, con età che variano da ventidue a quarantadue anni. Sette fratelli. Una famiglia. Un’idea di libertà che nessun colpo può spegnere.
«Nella nebbia dell’alba
si nascosero i cani,
e chiusero gli occhi
per non vedersi le mani.
Negli occhi dei sette Cervi
l’aurora si specchiò,
dagli occhi fucilati
il sole si levò.»
GIANNI RODARI
Dedicato ai COMPAGNI FRATELLI CERVI, fucilati all’alba dIl 28 dicembre 1943.