Insieme a Malta e Cipro, siamo l’unico Stato europeo a non prevedere la possibilità di votare nel luogo dove si vive, si lavora e si studia.
La caduta del Governo ha interrotto l’iter della legge: “Voto dove Vivo” che avrebbe permesso a oltre cinque milioni di studenti e lavoratori fuori sede di esercitare il proprio diritto di voto.
In Italia esiste infatti ancora questo paradosso per il quale un cittadino fuorisede deve per forza “tornare a casa”, perdendo tempo e denaro, per esercitare un proprio diritto fondamentale.
Una barriera che esclude dal voto una fetta di elettorato fatta soprattutto di giovani: sono quasi 5 milioni gli studenti e i lavoratori che vivono in un luogo diverso da quello in cui devono votare, spesso lontano.
Una situazione che va contro i principi della nostra Costituzione, che raccomanda allo Stato la rimozione di qualsiasi elemento che ostacola la vita democratica.
Una priorità per la prossima legislatura.
Ne parleremo stasera alla FESTA DE L’ UNITÀ PROVINCIALE
VOTO DOVE VIVO