In questa giornata abbiamo commemorato l’anniversario della scomparsa di Nilde Iotti, avvenuta il 4 dicembre 1999. Iotti è stata una figura illustre nelle istituzioni italiane, a cui dobbiamo molto, specialmente noi donne. Una donna che, come sottolineato, non temeva di farsi chiamare “la Presidente”.
Il convegno ha affrontato temi critici come l’astensione elettorale, la crisi della rappresentanza e il rischio per la democrazia, ponendo interrogativi su come dare voce al popolo e contrastare il populismo. “Curare la democrazia” è un dovere che ci siamo assunti nel ricordo di Nilde Iotti.
Per Livia Turco, Presidente della Fondazione Nilde Iotti, insieme a Tania Scacchetti, Segretaria Generale del SPI CGIL, si tratta di un argomento da trattare con la massima priorità.
Livia Turco ha dichiarato: “L’astensionismo, e in particolare quello femminile, che è più elevato rispetto a quello maschile, rappresenta una grave problematica per la nostra democrazia. Ricordiamo che il diritto di voto è stato conquistato grazie al contributo delle donne nella lotta antifascista e nella Resistenza. Curare la democrazia significa, prima di tutto, riaccendere l’interesse dei cittadini per la politica, renderla utile e capace di costruire un nuovo mondo, improntato alla pace e all’umanità. Questa deve essere l’ambizione delle donne. È essenziale costruire una democrazia che combatta le disuguaglianze e che stabilisca legami profondi con la vita quotidiana delle persone, proprio come fecero le nostre Madri Costituenti, che ci hanno lasciato un luminoso esempio di rappresentanza.”
Tania Scacchetti ha aggiunto: “Prendersi cura della democrazia, analizzarne la crisi e impegnarsi per il suo rilancio sono elementi fondamentali per un sindacato. Oggi, la crisi della democrazia coincide con la crisi del ruolo del lavoro e della partecipazione attiva delle persone nella comunità e nella sua trasformazione. In un contesto segnato da grandi transizioni, sia demografiche che tecnologiche, la democrazia deve riacquistare la capacità di dare voce ai cittadini, ai loro bisogni e al loro protagonismo. Concludere questa giornata seminariale con una tavola rotonda interamente al femminile è un tentativo di cambiare la prospettiva e favorire un vero cambiamento.”